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Recco

Dal castrum romano alla Capitale del gusto: duemila anni di storia sul Golfo Paradiso

Recco non è un posto che si lascia ridurre a una riga di descrizione. È una cittadina di tremila anime diventata famosa in tutto il mondo per una focaccia, per una squadra di pallanuoto e per una resilienza che pochissimi luoghi in Italia potrebbero vantare. Ma per capire cosa significa oggi, bisogna partire da lontano — molto lontano.

Le origini affondano nell’epoca pre-romana, quando il territorio era abitato dai Casmonati, un popolo ligure che i romani chiamavano Casmoriti. Furono proprio i romani a fondare il primo insediamento strutturato, battezzandolo Recina o Ricina: un castrum militare lungo la Via Aurelia, la strada costiera che collegava Roma alle propaggini della Liguria. Da subito, quindi, Recco nacque come luogo di passaggio, di scambio, di transito — un’identità che non ha mai smesso di portare.

Con le invasioni longobarde, nel VI secolo, il borgo passò sotto la dominazione germanica, ma mantenne un ruolo ecclesiastico di primo piano. Nell’Alto Medioevo diventò una delle quattro celebri pievi ambrosiane — insieme a Camogli, Rapallo e Uscio — assegnate al vescovo di Milano in fuga da Genova durante l’occupazione longobarda. A quel periodo appartiene la figura di Giovanni Bono, arcivescovo proclamato santo, considerato dalla tradizione locale come patrono della città.

A partire dal XII secolo, Recco entrò nell’orbita della Repubblica di Genova, che ne fece prima una podesteria e poi, dal 1513, sede di capitaneato con giurisdizione su tutto il Golfo Paradiso e l’entroterra della val Fontanabuona. I recchesi, stretti tra il mare e le colline, diventarono per necessità abili marinai e costruttori navali: le loro galee rinforzavano la flotta genovese, i loro mastri d’ascia varavano velieri anche da mille tonnellate — imbarcazioni ricercatissime per le doti nautiche.

Ma il mare portava anche pericoli. Nel 1557 e di nuovo nel 1646, i corsari saraceni — tra questi il temuto pirata turco Dragut, detto la Spada vendicatrice dell’Islam — devastarono Recco, portando lutti, incendi e rapimenti. Proprio da quelle incursioni, secondo la tradizione, nasce la storia della focaccia col formaggio: la popolazione, fuggendo nell’entroterra per sfuggire agli invasori, si cibava di ciò che aveva a disposizione — farina, olio, formaggio fresco — cuocendo l’impasto su pietre d’ardesia.

Il borgo ha custodito per secoli anche legami insospettabili con la storia del Risorgimento. Goffredo Mameli, l’autore del Canto degli Italiani — l’inno nazionale italiano — trascorse parte della sua giovinezza nella Villa Borgo Pace di Polanesi, una delle frazioni collinari di Recco, e secondo la tradizione proprio lì compose alcune strofe di quei versi immortali. Si racconta poi che Camillo Benso, conte di Cavour, fosse ospite frequente delle ville recchesi nella prima metà dell’Ottocento, dove incontrava segretamente l’amante Anna Schiaffino Giustiniani.

La ferita più profonda arrivò con la Seconda Guerra Mondiale. Tra il novembre 1943 e il giugno 1944, Recco fu bombardata ventisette volte dagli Alleati: l’obiettivo era il viadotto ferroviario che collegava Genova alla riviera di Levante. Al termine del conflitto era rimasto in piedi meno del 3% dell’abitato originario. Centoventisette vittime civili, un intero patrimonio storico e architettonico spazzato via. Per questa tragedia e per la dignità con cui la città seppe rialzarsi, nel 1992 Recco ricevette la medaglia d’oro al merito civile e nel 2000 il titolo ufficiale di Città.

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credits foto: Foto in evidenza Di Tango7174Opera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento Foto 1 Di Alessio Sbarbaro User_talk:YoggysotOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento Foto 2 Di Davide Papalini – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Golfo Paradiso, profumo di focaccia e i campioni del mondo in vasca: il territorio recchese

Recco si affaccia su una piccola insenatura del Golfo Paradiso, quel tratto di Riviera Ligure di Levante che si estende tra Nervi e il promontorio di Portofino. La città sta esattamente tra Sori e Camogli, a una ventina di chilometri da Genova: una posizione che fa di lei una porta d’ingresso naturale verso i borghi del Tigullio e le bellezze del Parco Naturale Regionale di Portofino.

Il territorio è segnato dal torrente omonimo, che scende dalle alture dell’entroterra fino al mare attraversando il centro cittadino. Le frazioni collinari — Polanesi, Megli, Verzemma, Mulinetti — conservano qualcosa che il bombardamento non è riuscito a cancellare: scorci medievali, uliveti, sentieri che salgono tra i pini marittimi verso le cime del Monte Orsena (614 m). Proprio a Verzemma sopravvive un ponte medievale del XIII secolo, tre arcate in pietra sul torrente Recco: uno dei pochi testimoni materiali dell’antico borgo.

Il centro città, ricostruito ex novo nel dopoguerra, ha una struttura ordinata e moderna che fa da contrappunto alle frazioni storiche. Il Santuario di Nostra Signora del Suffragio, con il suo alto campanile visibile da lontano, è il simbolo riconoscibile di Recco — costruito a metà del Settecento, fu trasformato in fortezza dopo il sacco saraceno del 1557. A Mulinetti invece si visita la Villa Tigellius, castello neogotico con giardino botanico annesso, costruito nel 1898 su commissione della famiglia Peirano.

Sul fronte gastronomico, Recco ha un’identità che nessun altro borgo ligure può rivendicare con la stessa autorità. Qui nasce la Focaccia di Recco col Formaggio IGP: due sfoglie di pasta matta sottilissima — senza lievito, impastata con farina, olio extravergine, acqua e sale — farcite con crescenza fresca dal sapore dolce e leggermente acidulo. Cotta in forno caldissimo, esce croccante sopra e fondente dentro. Ci sono documenti che attestano una fugassa de Réccu già nell’anno 1198, quando venne preparata per i crociati liguri in partenza dall’Abbazia di San Fruttuoso. Dal 2015 il riconoscimento europeo IGP ne tutela la produzione nei soli comuni di Recco, Camogli, Sori e Avegno.

La tavola recchese non si ferma alla focaccia: il pesto alla genovese — con Basilico Genovese DOP, pinoli, Parmigiano Reggiano, Fiore Sardo, aglio e olio extravergine Riviera Ligure DOP — è qui di casa, servito sulle trofie, pasta tradizionale del Golfo Paradiso. Il mare offre acciughe, branzino, frutti di mare lavorati secondo le tradizioni antiche dei pescatori liguri.

E poi c’è la Pro Recco Waterpolo — la squadra di pallanuoto più titolata al mondo, con oltre 36 scudetti, 10 Champions League e 16 Coppe Italia al palmares. Nata nel 1912, ha trasformato questo piccolo borgo in una capitale mondiale dello sport acquatico. Il Golfo Paradiso, del resto, non è solo metafora geografica: le sue acque offrono surf in autunno, kayak e immersioni tra i relitti sommersi, con la costa di Portofino a portata di remo.

Fuochi, focacce e sapori di mare: il ricco calendario di eventi di Recco

Recco non è una città che risparmia sui festeggiamenti. Ogni stagione porta con sé appuntamenti radicati nella tradizione, capaci di attirare visitatori da tutta la Liguria e oltre. Il calendario unisce devozione religiosa, competizione pirotecnica e celebrazione del gusto — tre anime che convivono qui da secoli.

  • Sagra delle Focaccette di Megli — 11 e 12 aprile 2026 — La frazione collinare di Megli ospita questo appuntamento dedicato alle focaccette al formaggio, cugine fritte della celebre focaccia recchese. Un evento raccolto, genuino, perfetto per chi vuole vivere la tradizione gastronomica del Golfo Paradiso lontano dalla folla. Leggi di più su Sagritaly
  • Mangialonga nel Golfo Paradiso — 25 aprile 2026 — Una passeggiata itinerante tra i borghi del Golfo Paradiso abbinata a soste gastronomiche: ogni tappa è un assaggio del territorio, tra prodotti tipici, vini locali e panorami sulla riviera ligure. Un modo originale e conviviale di scoprire questo angolo di Liguria. Leggi di più su Sagritaly
  • Festa della Focaccia di Recco — 24 maggio 2026 — La celebrazione per eccellenza della Focaccia di Recco col Formaggio IGP. Nata nel 1955, questa festa annuale — organizzata dal Comune e dal Consorzio Focaccia — riempie la città di profumi, spettacoli musicali, mercatini e degustazioni. Un appuntamento che ogni anno trasforma Recco nella capitale del gusto della Liguria. Leggi di più su Sagritaly
  • Sagra del Fuoco — 7 e 8 settembre — L’evento più spettacolare di Recco: la festa patronale in onore di Nostra Signora del Suffragio, con i sette quartieri storici della città — Bastia, Collodari, Liceto, Ponte, San Martino, Spiaggia e Verzemma — che si sfidano in una gara pirotecnica sul mare. Definita da Stendhal come unica e suggestiva, la Sagra del Fuoco raduna ogni anno decine di migliaia di spettatori sul lungomare. Le sparate di mascoli, le processioni con l’arca argentea della Madonna, i fuochi d’artificio sparati dai moli: una notte di fuoco che si ripete da oltre duecento anni.
  • Serate Gastronomiche Recchesi — Nate nel 1976 e ancora in vita, queste serate hanno contribuito a costruire la reputazione gastronomica di Recco a livello nazionale e internazionale. Un format che unisce cibo, convivialità e promozione del territorio.

Recco è, insomma, molto più di una tappa sulla strada per Portofino. È una città che ha conosciuto la distruzione e ha scelto di ricostruire — il suo centro, la sua identità, la sua tavola. Piccola nei numeri, immensa nei sapori e nei record. Vale la pena fermarsi, esplorare e lasciarsi sorprendere.

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