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Secondi piatti

Coniglio in agrodolce

Dosi per
6 persone
Difficoltà
media
Preparazione
1 ora

 

Ingredienti

 

coniglio di ca. 1kg • un pugno di capperi salati • 10 olive verdi, un pugno di pinoli • un pugno di uvetta • un pugno di mandorle tostate • 1 cipolla • 4 foglie di alloro • mezzo bicchiere di vino bianco • olio EVO q.b. • 1 limone •  mezzo bicchiere di vino cotto • sale q.b 

 

 

Preparazione

  1. Bollire il coniglio tagliato a pezzi per 15 min con 2 foglie di alloro e 2 fette di limone, scolarlo e asciugare con carta assorbente. Mettere in un tegame dell’olio e soffriggere i pezzi del coniglio facendoli dorare da ambedue le parti, aggiungere il ½ bicchiere di vino bianco e farlo evaporare. Aggiungere la cipolla tritata, il pugno di capperi, le olive snocciolate e tagliate a pezzetti, il sale e le rimanenti foglie di alloro. Cuocere a fiamma bassa per ca. 20 min aggiungendo un po’ d’acqua calda, l’uva passa, i pinoli e le mandorle tostate. Prima di completare la cottura, irrorare con il ½ bicchiere di vino cotto e spegnere il fuoco dopo 5 min.

  2. Curiosità: Questa è una ricetta della nonna Grazia, vissuta il secolo scorso, tramandata per 4 generazioni; racchiude tutti ingredienti del posto e tradizioni che contribuiscono a rendere questo piatto “unico”. Vulcano è famosa per i conigli selvatici e lo era ancora di più per la passulina, le mandorle e i capperi che venivano coltivati a Gelso. Unendo questi ingredienti, usando come unità di misura il proprio pugno (come tradizione vuole) e aggiungendo il vino cotto, elemento tipico della tradizione culinaria eoliana, nasceva questo piatto che tuttora cuciniamo seguendo i vecchi insegnamenti della cara trisavola.

 

Ricetta del ristorante "Maria Tindara" di Vulcano (ME).

 

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