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Interviste del Direttore - Barbara Merlin campionessa azzurra e presidente Sci Club Sauze d'Oulx

 

Interviste del Direttore:

Barbara Merlin

 

Sono ormai passate tutte le feste di fine anno e, complici le abbondanti nevicate ed i successi delle azzurre nelle ultime gare di sci, il pensiero è tornato alla montagna. Dopo il rinvio delle aperture dal 7 al 18 gennaio tutti tra operatori, aziende ed amministratori locali pensano al peggio: non si aprirà! Il Governo sembra deciso, come evidenziano le parole del ministro Roberto Speranza "ci aspettano settimane molto dure, nelle quali avremo ancora bisogno del massimo rigore". Proprio il ministro, che discuterà del nuovo DPCM in Parlamento mercoledì 13, aggiunge "Mi sembra difficile ipotizzare che, con le scuole superiori chiuse, si possa immaginare di aprire le piste da sci...".
Oggi ci ritroviamo in una situazione complicata dove la gestione della vita quotidiana, del lavoro e degli affetti, deve essere definita a tavolino da Governo e CTS. Da una parte le esigenze economiche, dall'altra la tutela della salute. Mai ci sogneremmo di mettere a rischio i nostri cari, la comunità, ma siamo convinti che dietro ad ogni scelta debbano esserci delle soluzioni immediate ed efficaci. Non possiamo immaginare di mettere in standby la nostra vita ed il sostegno economico nei confronti delle nostre famiglie, quindi a discapito del nostro futuro, senza far parte di una strategia per affrontare tutti insieme il problema. Già, perché pare evidente (saremmo felici di essere smentiti) che a turno ci rimetta sempre qualcuno. Ad esempio le attività commerciali, poi i bar ed i ristoranti, poi il turismo, insomma le complicazioni ci sono state per tutti, talmente tanti da non poterli elencare per questioni di spazio. Oggi al centro delle discussioni c'è il mondo della montagna ed il turismo della neve, quindi abbiamo voluto confrontarci con chi nel DNA rappresenta da sempre la loro voce, Barbara Merlin, imprenditrice della Val di Susa e campionessa azzurra di sci, presidente dello Sci Club Sauze d'Oulx ma anche commentatrice e opinionista tv.

Cosa sta accadendo oggi al mondo del turismo della neve, ma soprattutto a quelle comunità montane che vivono della stagione invernale? Tu che sei parte di questo mondo cosa ci puoi raccontare di vissuto in prima persona?
"Ci troviamo in una situazione di stallo con il turismo prossimo allo zero ed intere comunità bloccate a livello lavorativo. Famiglie che contano sulla breve stagione invernale per gestire al meglio un intero anno della propria vita, ma anche aziende che lasceranno a casa migliaia di lavoratori stagionali con la possibilità di non riaprire più. Insomma un disastro! Nell’ultimo periodo c’è stata anche una polemica che ha quasi ridicolizzato i nostri problemi. Si è pensato al capriccio di voler a tutti i costi andare a sciare, quindi a divertirsi, dimenticandosi che vivere la montagna e la stagione della neve è tutt’altro, sia per gli investimenti e la complessità dell’organizzazione lavorativa sia per la brevità del periodo. In più la totale assenza di ristori, che dicono di voler attivare, ma chissà quando, per chi e come. Stiamo andando avanti a fatica e solo con le nostre risorse".

Abbiamo visto alcune iniziative per sensibilizzare le persone riguardo l’argomento, come ad esempio il video "Per Noi la Montagna è vita". Cosa chiedono i cittadini e chi lavora nei settori oggetto della discussione?
"Chiediamo semplicemente di poter lavorare per guadagnarci da soli quello che ci occorre per vivere. Siamo consapevoli che il problema è di tutti, ma per chi vive in montagna le occasioni non sono molte e la stagione invernale è l’unica grande fonte di reddito. Molte soluzioni alternative, anche quelle più ingegnose, non sono applicabili nel nostro contesto. Secondo voi è fattibile una lezione di sci seduti sul divano? Anche il delivery per ristoranti e bar è poca cosa rispetto a quello che può avvenire in città. Insomma, con tutto l’impegno e la fantasia è molto improbabile ottenere anche dei piccoli risultati".

Quali obbiettivi avete per il prossimo futuro?
"Nella mia carriera da sportiva, così come nella vita e sul lavoro, ho sempre affrontato i problemi e le emergenze con spirito di iniziativa e grande impegno. Oggi, con una situazione così confusa, difficilmente puoi fare ipotesi. Quale sarà il futuro delle piccole realtà e di tutti quegli stagionali che hanno contratti in scadenza a gennaio? Se non riparte immediatamente la stagione, che comunque porterà con sé enormi difficoltà e cali importanti del fatturato, ci ritroveremo a star fermi per quasi due anni senza introiti, sperando di riprendere a fine del 2021. Ci auguriamo di non essere lasciati soli!".

Nei prossimi giorni si decideranno le sorti del mondo della neve ed inevitabilmente delle comunità montane. Al vaglio i ristori ad hoc per le categorie più colpite, ma viste le incertezze sulle riaperture del 18 gennaio e l’impossibilità di muoversi tra regioni saranno necessarie misure di sostegno più complete.

 

Il Direttore
Alessandro Zarbo

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