LA NOSTRA STORIA
Il Parco Safari delle Langhe, immerso nel verde delle colline di Murazzano, nel cuore delle Langhe Patrimonio UNESCO, è uno dei più grandi giardini zoologici d’Italia.
Nato nel 1976, nel corso degli anni si è trasformato da semplice spazio espositivo a un moderno centro dedicato alla tutela della biodiversità, all’educazione ambientale e alla ricerca scientifica. Tra le tappe più significative della sua storia figurano la nascita delle prime tigri siberiane nel 2008 e il riconoscimento ufficiale come giardino zoologico nel 2016, anno in cui ha celebrato anche i suoi primi 40 anni e il traguardo di oltre due milioni di visitatori.
Nel 2026 il Parco Safari delle Langhe festeggerà il suo cinquantesimo anniversario, traguardo accompagnato da un ambizioso masterplan pensato per affrontare le sfide future della conservazione della biodiversità.
Oggi il parco si estende su circa 60 ettari e offre un percorso safari di 4 km da vivere in auto, affiancato da aree pedonali e da un rettilario dedicato alla biodiversità tropicale. Ospita oltre 350 animali appartenenti a circa 50 specie, proponendo un’esperienza coinvolgente per tutta la famiglia che unisce scoperta, divertimento e sensibilizzazione alla conservazione della fauna. Il parco promuove la conoscenza della biodiversità attraverso attività didattiche e progetti di ricerca, offrendo un’occasione unica per osservare da vicino straordinari ambasciatori della natura. A completare la visita, aree gioco, gonfiabili e punti ristoro rendono la giornata piacevole e divertente per visitatori di tutte le età.
Informazioni utili
Per organizzare al meglio la tua visita, consulta il sito ufficiale del Parco Safari delle Langhe, dove troverai il calendario aggiornato di apertura, gli orari, le tariffe e tutte le informazioni utili per la visita.
Si consiglia di verificare sempre gli orari prima della visita, poiché possono subire variazioni in base alla stagione o alle condizioni meteorologiche. La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura del parco.







