Dal 16 al 18 gennaio, il suggestivo borgo di San Mauro Forte si anima con la celebrazione de “Il Campanaccio“, una delle feste più antiche e affascinanti della Basilicata. Questa manifestazione rituale non è solo un evento folkloristico, ma un profondo rito di passaggio che onora Sant’Antonio Abate e segna, con potenza ancestrale, l’inizio del Carnevale.
La festa vede centinaia di partecipanti, inclusi uomini, donne e bambini, riversarsi nelle strade. Il tratto distintivo è l’indossare e maneggiare i pesanti e rumorosi campanacci, tradizionalmente utilizzati nell’allevamento del bestiame. Il loro scopo va oltre la semplice celebrazione: il suono assordante e ritmico che pervade il borgo è un atto propiziatorio, mirato a scacciare gli spiriti maligni e ad assicurare prosperità e un buon raccolto per l’anno nuovo.
Il crescendo di rumore e movimento culmina in momenti di intensa aggregazione, tra cui l’accensione dei falò tradizionali e i balli popolari. Il Campanaccio si configura così come un’esperienza culturale e sensoriale unica, un ponte tra il sacro e il profano, dove il frastuono dei metalli e il calore del fuoco fondono la comunità in un’indimenticabile notte di purificazione e speranza.
La Redazione
Credits foto: pagina Facebook Il Campanaccio





