
Nel cuore della Valle Roveto, tra i boschi rigogliosi dell’entroterra abruzzese, si rinnova un appuntamento che profuma di autunno e di tradizione autentica: la Sagra della Castagna Roscetta di Canistro. Un evento che, edizione dopo edizione, è riuscito a diventare uno dei simboli più identitari della provincia dell’Aquila, capace di richiamare visitatori da ogni angolo d’Abruzzo e non solo, desiderosi di vivere un weekend immerso tra natura, gastronomia e cultura contadina.
La manifestazione, che nel 2026 giunge alla sua 48ª edizione, si svolge come da tradizione a Santa Croce di Canistro, frazione del piccolo comune noto anche come il “paese delle acque” per la presenza delle rinomate fonti minerali. Qui, tra faggete e castagneti secolari, la castagna Roscetta viene celebrata come vera protagonista: un frutto dal colore bruno-rossastro, dalla polpa dolce e dalla forma tonda e liscia, che da generazioni rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia e la cultura di questo angolo di Valle Roveto.
Nata nel 1978, appena un anno dopo la fondazione della locale Pro Loco, la sagra è oggi riconosciuta dall’Unione Nazionale Pro Loco (UNPLI) come una vera e propria “sagra di qualità”, un titolo che testimonia l’attenzione autentica verso il territorio e i suoi prodotti. Non si tratta soltanto di una festa gastronomica, ma di un momento di condivisione collettiva che affonda le radici nella storia agricola della comunità: la raccolta delle castagne, che tradizionalmente inizia a metà ottobre con la pulizia dei boschi e la raccolta manuale nei cesti, è da sempre un rito che unisce le famiglie del paese.
Durante i tre giorni di festa, il borgo si anima con stand gastronomici dedicati alle caldarroste, ai dolci tipici come i caggionetti, alle frittelle e ai piatti della tradizione contadina, tra cui i celebri “quagliategli”, una pasta abbinata ai fagioli che racconta la semplicità e la ricchezza della cucina povera abruzzese. Accanto ai sapori, non mancano momenti culturali di grande richiamo: pittura estemporanea nei vicoli del borgo, passeggiate ed escursioni guidate nei boschi di castagno, giochi popolari e convegni dedicati alla valorizzazione di questo frutto, riconosciuto anche come Prodotto Agricolo Tradizionale dal Ministero delle Politiche Agricole.
La sagra rappresenta inoltre un’occasione imperdibile per scoprire un territorio ancora poco conosciuto ma estremamente suggestivo: i castagneti che circondano Canistro custodiscono alberi vetusti, mentre l’acqua Santa Croce, elemento identitario della zona, si intreccia da sempre con la storia della castagna locale, rendendo questo angolo di Abruzzo un vero scrigno di biodiversità e tradizione.
Con l’aggiunta di una terza giornata di festeggiamenti, l’edizione 2026 si preannuncia particolarmente ricca, offrendo ai visitatori più tempo per assaporare con calma le tante proposte gastronomiche e culturali in programma, trasformando la classica gita fuori porta in un vero e proprio piccolo soggiorno tra i sapori e i colori dell’autunno abruzzese.




