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Parma

Duemila anni di gloria: da colonia romana a capitale europea della gastronomia e della cultura

Parma porta nel suo nome la radice di tutto ciò che è: c’è chi la ricollega allo scudo circolare dei legionari romani, chi a un’origine etrusca, chi ancora alla forma dell’insediamento sul fiume omonimo. Quello che è certo è che, nel 183 a.C., duemila famiglie di coloni romani piantarono le loro radici in questo angolo di pianura padana, ricevendo in assegnazione otto iugeri di terra ciascuna. Era l’atto di nascita ufficiale di una città destinata a lasciare un segno profondo nella storia d’Italia e d’Europa.

Le radici di Parma affondano ancora più indietro: insediamenti dell’età del bronzo, poi l’influenza etrusca e quella dei Galli Boi, poi la conquista romana lungo la Via Emilia, la grande strada consolare che avrebbe determinato il destino dell’intera pianura emiliana. Grazie alla fedeltà dimostrata all’Impero, Parma ottenne il titolo di Augusta Parmensis, prima di attraversare le tempeste delle invasioni barbariche, longobarde e franche che segnarono il tramonto del mondo antico.

Nel Medioevo Parma si affermò come libero Comune (il primo Podestà fu eletto nel 1221), si contese i destini politici della Lega Lombarda e visse le furibonde battaglie tra guelfi e ghibellini. Ma il momento della vera svolta arrivò nel 1545, quando Papa Paolo III affidò il neonato Ducato di Parma e Piacenza al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese. Con i Farnese cominciò per Parma una stagione di splendore senza precedenti: una piccola capitale capace di attrarre geni dell’arte come il Correggio e il Parmigianino, i cui capolavori ancora oggi adornano il Duomo, il Battistero e la Camera di San Paolo. Il Palazzo della Pilotta e il Teatro Farnese – il primo teatro a scena mobile della storia – testimoniano ancora oggi la grandiosità di quella stagione.

Con l’estinzione dei Farnese nel 1731, il Ducato passò ai Borbone di Spagna, che ne fecero un faro culturale d’Europa. Poi arrivò Napoleone, che annesse il Ducato alla Francia. Ma fu la sua seconda moglie, Maria Luigia d’Austria, a lasciare l’impronta più amata: nominata duchessa al Congresso di Vienna del 1815, governò con saggezza fino alla morte nel 1847, fondando il Teatro Regio, il Conservatorio Arrigo Boito e donando alla città quella grazia elegante che ancora oggi vale a Parma il soprannome di “petite capitale”, la piccola Parigi d’Italia.

Dopo il plebiscito del 1860 e l’annessione al Regno d’Italia, Parma conobbe una stagione moderna fatta di industria alimentare, università e cultura. Nel 1922 scrisse una pagina di storia resistendo alle squadre fasciste grazie alle barricate dell’Oltretorrente, per cui fu poi insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nel 2015 arrivò il riconoscimento UNESCO come Città Creativa per la Gastronomia; nel 2020 fu nominata Capitale Italiana della Cultura. Due riconoscimenti che raccontano, meglio di qualsiasi altra parola, l’identità profonda di Parma.

credits foto: Foto in evidenza di Città di Parma da Wikimedia Commons, Foto 1 di Filippo51 da Wikimedia Commons, Foto 2 di Stefano Sansavini da Wikimedia Commons

Il Duomo, il Parmigiano e il culatello: un territorio che nutre corpo e spirito

Parma è una di quelle città che si concedono lentamente. Il centro storico, a misura d’uomo, rivela i suoi tesori uno dopo l’altro, tra piazze armoniose, palazzi nobiliari e botteghe che profumano di storia. Piazza del Duomo è il cuore magnifico della città: la Cattedrale romanica, con la cupola affrescata dal Correggio raffigurante l’Assunzione della Vergine, e il Battistero in marmo rosa di Verona di Benedetto Antelami formano uno dei complessi romanici più belli d’Italia. Poco distante, la Camera di San Paolo custodisce un’altra opera del Correggio, mentre la Galleria Nazionale raccoglie capolavori assoluti della pittura rinascimentale.

Il Palazzo della Pilotta, imponente e incompiuto per volontà dei Farnese, ospita al suo interno il Teatro Farnese, il Teatro del Governatore e musei di primissimo livello. Di fronte, il Parco Ducale regala uno dei polmoni verdi più belli dell’Emilia. E poi c’è l’Auditorium Niccolò Paganini, il vecchio zuccherificio Eridania trasformato in sala da concerto dall’architetto Renzo Piano: un simbolo di come Parma sappia reinventarsi senza dimenticarsi di sé.

Ma il territorio parmense è molto più di un centro storico da cartolina. Parma è il cuore pulsante della Food Valley, quella fascia di pianura e collina emiliana che l’UNESCO ha riconosciuto come la capitale gastronomica d’Italia. In nessun altro luogo al mondo si concentrano tante eccellenze alimentari certificate: il Parmigiano Reggiano DOP, la cui produzione millenaria avviene ancora con latte, caglio, sale e tempo; il Prosciutto di Parma DOP, che deve la sua dolcezza unica al microclima delle colline di Langhirano, dove il vento marino risale le valli asciugando le cosce con delicatezza; il Culatello di Zibello DOP, il salume più pregiato d’Italia, che matura nelle cantine umide della Bassa Parmense; il Salame di Felino IGP; la Spalla Cotta di San Secondo; il Fungo Porcino di Borgotaro IGP; i vini dei Colli di Parma DOC con la vivace Malvasia e il Lambrusco.

Otto Musei del Cibo disseminati nel territorio provinciale – da Langhirano a Soragna, da Felino a Collecchio, da Polesine Parmense a Borgo Val di Taro – raccontano in modo coinvolgente la storia di questi prodotti che hanno reso famosa la città nel mondo. Non è un caso che qui abbiano sede colossi dell’industria alimentare come Barilla e Mutti, accanto a centinaia di piccole aziende artigianali che tramandano tecniche centenarie.

Parma è però anche la città della musica per eccellenza. Qui nacquero Giuseppe Verdi, a Roncole di Busseto, e Arturo Toscanini; qui la tradizione lirica del Teatro Regio è tra le più severe e appassionate d’Europa. Musica, arte, cibo: a Parma non sono sfere separate, ma una sola, irripetibile, identità. A completare il quadro, la reggia di Colorno ospita ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, punto di riferimento mondiale per la formazione gastronomica d’eccellenza.

Parma in festa: dal Festival Verdi al Cibus, un calendario ricco di appuntamenti imperdibili

Parma non si ferma mai. Il suo calendario di eventi mescola tradizione e innovazione, alta cultura e festa popolare, enogastronomia e spettacolo. Ogni stagione offre un’occasione per immergersi nella vita autentica della città ducale, tra sagre nei borghi e grandi fiere internazionali.

Ecco gli eventi principali presenti su Sagritaly e nel calendario cittadino:

  • Natale a Parma
    Il lungo periodo natalizio trasforma il centro storico in un suggestivo villaggio di luci, mercatini artigianali, concerti e iniziative culturali per grandi e piccoli. Un’atmosfera da favola nel cuore della città ducale.
  • BBQ Expo
    La grande fiera italiana dedicata alla passione per il barbecue e la cottura all’aperto. Con oltre 300 brand espositori, masterclass con i migliori pitmaster, degustazioni e dimostrazioni, è l’appuntamento di riferimento per tutti gli appassionati di grilling nel nostro Paese.
  • De Gustibus
    Un weekend dedicato all’eccellenza enogastronomica, con degustazioni guidate, incontri con produttori e chef, e un format che celebra il legame profondo tra Parma e il buon cibo in tutte le sue forme.
  • Festival della Lentezza
    Un festival originale e controcorrente che celebra il valore del tempo lento, della riflessione e della qualità della vita, attraverso incontri, laboratori, musica e momenti di condivisione nel cuore della città.
  • Festival Verdi
    Il grande festival internazionale dedicato a Giuseppe Verdi, che si svolge ogni anno tra il Teatro Regio di Parma e il Teatro Verdi di Busseto, nelle terre natali del Maestro. Opere, concerti, gala lirici e il popolare Verdi Off – oltre 190 eventi diffusi nella città – rendono questo festival tra i più importanti al mondo nel panorama della musica lirica.
  • Cibus – Salone Internazionale dell’Alimentazione
    La più importante fiera internazionale del settore agroalimentare italiano, punto di riferimento per operatori e professionisti di tutto il mondo. Un appuntamento che celebra la vocazione gastronomica di Parma, Città Creativa UNESCO per la Gastronomia e capitale della Food Valley.
  • Festival della Malvasia
    All’ombra della splendida Rocca Sanvitale, il festival celebra la Malvasia dei Colli di Parma DOC, vino vivace e profumato che è il compagno ideale dei salumi e della pasta fresca locale.

Parma è una città che sa come custodire i propri tesori: li protegge, li celebra, li condivide con chi ha la fortuna di visitarla. Che si tratti di un’opera al Teatro Regio, di una forma di Parmigiano aperta al momento, di un calice di Malvasia frizzante ai piedi di una rocca medievale o di una passeggiata nel centro storico, la città ducale lascia sempre un segno. Parma non si dimentica.

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