Asiago
La Reggenza dei Sette Comuni: la storia di Asiago tra cimbri, Serenissima e trincee
Asiago non è semplicemente il capoluogo di un altopiano veneto. È il cuore di una comunità che per secoli si è governata da sola, parlando una lingua che non era né italiana né tedesca e rispondendo solo alle proprie leggi. Le prime tracce di insediamento nella zona risalgono al X secolo: un documento del 917 attesta una donazione dell’imperatore Berengario al vescovo di Padova per i territori dove oggi sorgono Asiago, Enego, Rotzo, Gallio e Roana. A popolare in modo stabile queste terre furono i cimbri, boscaioli e allevatori di origine germanica che, lasciata la Baviera dopo l’anno Mille, si stabilirono sull’altopiano portando con sé una parlata, il cimbro, sopravvissuta per secoli e oggi custodita nei musei del territorio.
Nel 1310 le comunità dell’altopiano, stanche dei domini delle famiglie di pianura, siglano un patto destinato a durare quasi cinque secoli: nasce la Reggenza dei Sette Comuni (o Lega delle Sette Terre), un governo autonomo e federale con sede proprio ad Asiago, alleato della Repubblica di Venezia. Fino al 1807 i Sette Comuni amministrano da soli giustizia, boschi e commerci, un’autonomia più unica che rara nel panorama degli stati preunitari italiani. È un’indipendenza che lascia il segno anche nell’economia locale: pastorizia, produzione casearia e lavorazione della lana diventano i pilastri di una comunità abituata a bastare a se stessa.
Il Novecento porta ad Asiago la pagina più drammatica della sua storia. Nella primavera del 1916 l’esercito austro-ungarico scatena la Strafexpedition, la “spedizione punitiva” che travolge l’altopiano; l’anno successivo, nel giugno 1917, la battaglia di Ortigara costa la vita a migliaia di soldati italiani e austriaci sulle pendici del monte che porta lo stesso nome. Al termine del conflitto oltre il 95% degli edifici di Asiago risulta raso al suolo, e la città viene interamente ricostruita negli anni Venti: un’operazione urbanistica che ha definito il volto ancora oggi visibile del centro. A ricordare quei caduti sorge, sul colle del Leiten, l’Ossario militare di Asiago, inaugurato nel 1938, che custodisce i resti di oltre 54.000 soldati italiani e austro-ungarici, in gran parte ignoti.


credits foto: foto in evidenza di Davy1509 su Wikimedia Commons, Foto 1 di Giuliano Dall’Oglio da Pixabay, Foto 2 di Alessandro da Pixabay
Tra malghe, stelle e formaggio: il territorio dell’Altopiano di Asiago
L’Altopiano dei Sette Comuni, o Altopiano di Asiago, si estende per circa 500 chilometri quadrati tra le Prealpi vicentine e il Trentino, un tavolato carsico compreso tra i 1.000 e i 2.000 metri di quota, punteggiato da boschi di conifere, doline e pascoli d’alta quota. Non è solo un paesaggio da cartolina invernale (le sue piste da sci sono tra le più frequentate del Veneto): è anche, sorprendentemente, uno dei luoghi italiani più vicini al cielo in senso letterale, grazie all’Osservatorio Astrofisico di Asiago, che con la sua cupola su Cima Ekar rappresenta uno dei principali centri di ricerca astronomica in Italia.
Il centro cittadino, ricostruito dopo la Grande Guerra, conserva il Duomo di San Matteo e la sobria architettura degli anni Venti, mentre chi vuole approfondire l’identità germanica dell’altopiano può visitare il Museo della Tradizione Cimbra o l’Ecomuseo del Ghertele, vicino a Roana: un percorso all’aperto tra malghe e boschi che racconta la civiltà rurale della montagna.
A tavola l’altopiano è sinonimo di un solo grande protagonista: il formaggio Asiago DOP, prodotto qui fin dall’anno Mille e distinto nelle varianti pressato, più delicato, e d’allevo, stagionato e dal gusto deciso. Le oltre ottanta malghe disseminate tra i pascoli forniscono il latte che alimenta un’intera filiera, affiancato da altri prodotti del territorio come il miele di montagna e le rinomate patate di Rotzo, coltivate su terrazzamenti che sfidano la quota. L’intera economia gastronomica dell’altopiano ruota ancora oggi attorno alle malghe, veri presìdi di biodiversità oltre che di produzione casearia.
Dalle malghe alla birra tedesca: il calendario di feste dell’Altopiano di Asiago
Tra fiere secolari, feste patronali e appuntamenti dedicati al gusto, il calendario di Asiago segue il ritmo delle stagioni di montagna quasi quanto quello delle malghe. Ecco una selezione degli appuntamenti da non perdere, a partire da quello già raccontato su Sagritaly.
- Made in Malga – Due weekend interamente dedicati ai formaggi di montagna, con la mostra mercato dei produttori dell’altopiano e non solo, masterclass, escursioni tra le malghe, laboratori artigianali e aperitivi in musica al tramonto: la vetrina più completa delle oltre ottanta malghe che punteggiano l’Altopiano di Asiago. Leggi di più su Sagritaly
- Fiera di San Matteo – La fiera patronale della città anima le vie del centro con bancarelle, prodotti dell’artigianato e dell’agricoltura locale, richiamando espositori e visitatori da tutto il Veneto in uno degli appuntamenti commerciali più antichi dell’altopiano.
- Oktobeerfest “A Tutta Birra” – Boccali, musica bavarese e specialità gastronomiche in salsa tedesca animano Asiago per un weekend in perfetto stile Oktoberfest, tra le manifestazioni più partecipate della stagione autunnale.
A questi si affiancano la Fiera di Giugno, il primo mercoledì del mese, la Schella Marzo, tradizionale festa di fine inverno, le luci di Asiago Fiocchi di Luce, spettacolo pirotecnico e musicale che a febbraio illumina l’altopiano innevato, e i Giardini di Natale, i mercatini che tra novembre e gennaio trasformano il centro in un villaggio delle feste.
Asiago è, insomma, molto più di una meta sciistica di confine. È una città che ha saputo governarsi da sola per cinque secoli, ricostruirsi dalle macerie di una guerra devastante e trasformare il proprio altopiano in un osservatorio verso il cielo e verso il gusto. Vale la pena fermarsi, esplorare e lasciarsi sorprendere.

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