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Marzamemi

Dalla Rada delle Tortore alle luci di Piazza Regina Margherita: mille anni di storia marinara

Marzamemi non è semplicemente un borgo di pescatori affacciato sul mare siciliano. È un luogo dove ogni pietra racconta secoli di fatiche, di commerci che arrivavano fino a Genova, di tonni e di tempeste. Ha persino la storia scritta nel nome: Marsà al-Hamàm, che in arabo significa “baia delle tortore” — un omaggio alle migrazioni primaverili di questi uccelli che da secoli scelgono questa costa ionica come tappa di volo. C’è chi fa derivare il nome anche dalla semplice unione di marza (porto) e memi (piccolo): il “porto piccolo”, dimora di gente di mare.

La storia di Marzamemi inizia intorno all’anno Mille. Gli Arabi — già padroni di buona parte della Sicilia — riconobbero in questa rada naturale il luogo ideale per impiantare una tonnara. La pesca del tonno rosso era per loro non solo un affare economico: era un’arte. E la tonnara di Marzamemi divenne presto la più importante dell’intera Sicilia orientale, cuore di un sistema produttivo che avrebbe durato secoli.

Con la fine della dominazione araba le sorti del borgo si complicarono. La tonnara cambiò mano più volte, attraversando fasi di abbandono e lenta rinascita. La svolta arrivò nel 1630, quando la famiglia Villadorata — nobiltà siciliana di antiche radici — acquisì la struttura e decise di trasformarla radicalmente. Fecero venire da Ragusa i migliori pescatori, artigiani e carpentieri; ampliarono gli impianti di pesca; aprirono rotte commerciali verso i grandi porti del Mediterraneo. Al tempo del Regno delle Due Sicilie, quella di Marzamemi era già definita “la tonnara migliore del regno” — seconda soltanto alla celebre Tonnara di Favignana.

Fu nel 1752 che il borgo assunse la fisionomia che ancora oggi riconosciamo. Il principe Villadorata fece costruire intorno alla piazza il suo Palazzo, la Chiesa di San Francesco di Paola e le casette dei pescatori in pietra arenaria — dando vita a quella che oggi è Piazza Regina Margherita. I pescatori che popolarono il borgo provenivano in gran parte da Siracusa e da Avola: è per questo che i marzamaruoti — come si chiamano gli abitanti — parlano ancora oggi con un accento più avolese che pachinese. Un dettaglio che dice molto sul modo in cui le comunità si costruiscono nel tempo.

All’inizio del Novecento la tonnara era al suo apice: si pescavano tra i 2.000 e i 4.300 tonni l’anno. Nel 1912 fu costruito un grande stabilimento per la produzione di tonno salato e sott’olio. La ferrovia Pachino-Noto, attiva fino al 1984, collegava Marzamemi con il resto della Sicilia. Poi, come molte realtà simili, il borgo visse la crisi della pesca industriale e si reinventò.

Nel 1993 arrivò Gabriele Salvatores per girare le scene del film “Sud”. Si fermò qui perché, disse, era rimasto affascinato dalla “bellezza semplice e autentica” del posto. Quella frase vale ancora oggi. Davanti al borgo, una piccola curiosità: l’Isolotto di Brancati, un tempo di proprietà del dottor Raffaele Brancati, cugino dello scrittore Vitaliano Brancati. Sulla piccola isola, una villa color rosso che d’estate spicca nell’azzurro dello Ionio come un punto esclamativo.

Marzamemi Chiesa nuova di San Francesco di Paola | Esplorando | Sagritaly
Marzamemi tonnara | Esplorando | Sagritaly

credits foto: in evidenza fotovideomike from Italia (Michele Ponzio, @michele_ponzio) – Marzamemi, CC BY-SA 2.0, Collegamento foto 1 Di CarlomorinoOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento foto 2 Di EffemsOpera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento

Tra la Tonnara, le barche colorate e il cristallo dello Ionio: il territorio di Marzamemi

Marzamemi è una frazione di Pachino, sulla costa più a sud della Sicilia orientale — a pochi chilometri dalla barocca Noto, a una cinquantina da Siracusa. Si sviluppa interamente sul mare, su una lingua di terra che punta verso levante. Non c’è angolo del borgo da cui non si senta il respiro dello Ionio.

Il cuore di tutto è Piazza Regina Margherita, lastricata di pietra chiara. Qui si affacciano il Palazzo di Villadorata in arenaria dorata e le due chiese dedicate a San Francesco di Paola: quella del 1752, accanto alla tonnara e oggi sconsacrata; quella del 1950, con il suo bel rosone in stile romanico. Tutt’intorno, le antiche case dei pescatori — basse, coloratissime, con i vasi di fiori sui davanzali — oggi ospitano botteghe artigianali, gelaterie e piccoli ristoranti dove si mangia con il rumore del mare sotto.

La Tonnara di Marzamemi è il monumento più eloquente di ciò che questo posto è stato. Le grandi arcate in tufo, i magazzini silenziosi, la Loggia degli Scieri — dove sono conservati gli antichi arnesi da pesca e le scieri, le imbarcazioni tradizionali per la mattanza — parlano di secoli di lavoro duro e di un orgoglio collettivo che non si è spento. Oggi la tonnara non è più in funzione, ma è diventata uno spazio culturale vivo: festival, mostre, matrimoni, concerti. Il passato qui non è solo memoria — è palcoscenico.

I due porti naturali del borgo — La Fossa e La Balata — erano un tempo i punti di partenza delle navi commerciali verso Genova, Malta e il Nord Africa. Oggi ospitano le barche dei pescatori locali. Una passeggiata al tramonto lungo i moli, quando la luce siciliana trasforma la pietra in oro, vale da sola il viaggio.

A sud di Marzamemi, la Riserva Naturale di Vendicari offre uno degli scenari più integri dell’intera isola: spiaggia libera di oltre due chilometri, necropoli greca, torre sveva di origine araba. Ancora più a sud, l’Isola delle Correnti segna il punto più meridionale della Sicilia orientale — dove le acque dello Ionio si incontrano con quelle del Mediterraneo in un vortice che i pescatori conoscono bene.

La cucina è, inevitabilmente, una cucina di mare. Il tonno rosso è il re della tavola: bottarga, ventresca, mosciame, tonno al salmoriglio o con la cipollata, secondo ricette che si tramandano di generazione in generazione. Il pesce azzurro — sarde, alici, sgombri — è protagonista di piatti semplici e intensi. Dalla vicina Pachino arrivano i pomodorini ciliegino IGP, dolcissimi, perfetti per accompagnare paste e antipasti. Da non perdere il pesce spada affumicato e, per chiudere in bellezza, una granita rigorosamente con la brioche. I vini del territorio — Nero d’Avola e Moscato di Noto — completano un’esperienza gastronomica che racconta il Val di Noto con sapore e autenticità.

Dal pesce azzurro al cinema sotto le stelle: il calendario vivo di Marzamemi

Marzamemi non si limita a essere bella. Si vivifica. Tra luglio e settembre il borgo si anima di eventi che ne rispecchiano la doppia anima — marinara e culturale — trasformando Piazza Regina Margherita in uno dei palcoscenici più suggestivi del Mezzogiorno.

  • Festival del Pesce Azzurro2–5 luglio 2026, Piazza Regina Margherita e Loggia della Tonnara. L’evento che più di ogni altro celebra l’anima marinara di Marzamemi. Quattro giorni di stand gastronomici con sarde, alici, sgombri e tonno cucinati secondo le ricette della tradizione; showcooking con chef come Pietro D’Agostino e Nicola Amendola; mostre di attrezzature di pesca d’epoca; proiezioni di documentari sulla storia della tonnara; convegni sulla pesca sostenibile; concerti la sera, con la musica che si mescola al profumo del mare. Leggi di più su Sagritaly
  • Festa di San Francesco di Paola — La festa del patrono è molto più di una ricorrenza religiosa: è il momento in cui la comunità si riconosce. All’alba, colpi di cannone dal porto svegliano il borgo. Messe solenni, poi le gare marinare: la Corsa nei sacchi, la Cuccagna a mare, la Regata in barca. Nel tardo pomeriggio, il simulacro di San Francesco viene portato in processione su un’imbarcazione attraverso tutto il borgo, fino al molo dell’antico porto vicino alla Tonnara. Una delle feste marinare più belle della Sicilia orientale.
  • Sagra del Tonno / Tuna Folk Festival — Ogni estate, all’interno del Tuna Folk Festival, Marzamemi dedica una sagra al tonno fresco cucinato a vista — al salmoriglio e con la cipollata, abbinati a vini locali — con stand di prodotti tipici, musica folk e spettacoli. Un appuntamento per chi vuole scoprire la tradizione gastronomica del borgo nel modo più diretto: a tavola.
  • Marzamemi CineFest — Nato sulle ceneri del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, il Marzamemi CineFest è il Festival delle Identità del Mediterraneo: cinque giorni in cui cinema, arte, letteratura, enogastronomia e musica si incontrano nel borgo marinaro. Proiezioni all’aperto in Piazza Regina Margherita, incontri con registi e attori, mostre nella Loggia della Tonnara, presentazioni di libri, concerti. Uno degli appuntamenti culturali più amati del Sud Italia — capace ogni anno di portare grandi nomi in un posto piccolo e straordinario.

Marzamemi è, insomma, molto più di una cartolina estiva. È un borgo con una propria, orgogliosa identità: antico e vivissimo, silenzioso e festoso, umile e straordinario. Vale la pena fermarsi, esplorare, e lasciarsi sorprendere dalla rada delle tortore che non ha mai smesso di volare.

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