Perugia
Da lucumonia etrusca a città ribelle: la storia di una Perugia che non si è mai piegata
Perugia non è semplicemente una città di collina. È una capitale che ha attraversato tremila anni senza mai smettere di ribellarsi: prima ai vicini etruschi e umbri di cui contendeva il confine, poi ai papi, infine a se stessa, nelle faide di famiglia che per due secoli ne insanguinarono le strade. Le prime tracce di insediamento risalgono agli XI e X secolo a.C., con villaggi villanoviani sparsi sul territorio; dall’VIII secolo a.C. la comunità si concentra sulla sommità del colle dove sorgerà la città vera e propria, e il tessuto urbano che ancora oggi si riconosce nel centro storico prende forma nella seconda metà del VI secolo a.C., quando Perusia — probabilmente Persa in lingua etrusca — diventa una delle dodici lucumonie della confederazione etrusca.
Con la conquista romana la città entra a far parte del mondo latino, ma è nel Medioevo che Perugia costruisce la propria identità più autentica. Tra l’XI e il XII secolo si organizza come libero comune, con consoli e podestà, e accetta la sovranità papale schierandosi tra le fila guelfe. È un’epoca di espansione e crescita, ma anche l’inizio di quello che le cronache dell’epoca chiamarono, senza mezzi termini, il “secolo di sangue”: le lotte tra le famiglie Oddi e Baglioni per il controllo della città si trascinano per generazioni, con vendette, congiure e massacri consumati nelle piazze e nei palazzi.
Sono proprio i Baglioni a segnare il periodo più splendente e insieme più oscuro della storia perugina. Tra il 1438 e il 1479 esercitano sulla città una signoria di fatto mai formalmente dichiarata, con Braccio I Baglioni che sfrutta il proprio ruolo di capitano delle milizie della Santa Sede per consolidare un potere quasi assoluto. Sono anni di crescita fiorente: i Baglioni promuovono una politica di espansione e abbellimento urbano, e il loro mecenatismo porta a Perugia artisti del calibro di Piero della Francesca, del Pinturicchio e persino del giovane Raffaello, che qui compie parte della propria formazione.
La resa dei conti arriva nel 1531: papa Paolo III, approfittando di una rivolta popolare legata alla tassa sul sale, invia le milizie pontificie, rade al suolo le case della famiglia Baglioni e costruisce sulle loro fondamenta la Rocca Paolina, monumentale fortezza che è insieme simbolo di dominio e capolavoro di ingegneria militare. Da allora Perugia vive per secoli sotto il controllo diretto dello Stato Pontificio, fino all’Unità d’Italia.
Nel Novecento la città trova una nuova identità, questa volta pacifica: diventa polo universitario di primo piano, sede di una delle più antiche e prestigiose Università per Stranieri d’Italia, capace di attirare studenti da tutto il mondo e di trasformare l’antica capitale etrusca in una delle città più internazionali e vivaci dell’Italia centrale.


Tra colline, torri e sotterranei: il territorio di una capitale sospesa nel verde
Perugia sorge su un colle che domina la valle umbra, nel cuore verde d’Italia, capitale della regione e punto d’osservazione privilegiato su un paesaggio fatto di dolci pendii, uliveti e borghi che si arrampicano sulle alture circostanti. Dalle sue terrazze panoramiche lo sguardo spazia fino al Lago Trasimeno da un lato e ai monti dell’Appennino umbro-marchigiano dall’altro.
Il cuore pulsante del centro storico è Piazza IV Novembre, dominata dalla Fontana Maggiore, realizzata tra il 1278 e il 1280 da Nicola e Giovanni Pisano per celebrare la costruzione del nuovo acquedotto cittadino: un capolavoro scultoreo che ancora oggi racconta, nei suoi bassorilievi, la storia e i mestieri della Perugia medievale. Sulla stessa piazza si affacciano il Palazzo dei Priori, sede storica del potere civico, e la Cattedrale di San Lorenzo, con la sua facciata incompiuta che da secoli fa discutere perugini e visitatori.
Ma è la Rocca Paolina il monumento che meglio racconta il carattere stratificato della città: costruita tra il 1540 e il 1543 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, la fortezza inglobò letteralmente il quartiere medievale distrutto per farla sorgere, tanto che oggi, scendendo tra le sue scale mobili, ci si ritrova a camminare dentro strade, case e vicoli del Trecento sepolti sotto la mole della rocca papale — un’esperienza unica in Italia, sospesa tra archeologia urbana e fantascienza.
Da Piazza IV Novembre si diparte Corso Vannucci, il salotto cittadino intitolato al pittore Pietro Vannucci detto il Perugino, fiancheggiato da palazzi nobiliari, caffè storici e la sede della celebre Galleria Nazionale dell’Umbria.
A tavola, Perugia e il suo territorio raccontano un’Umbria fatta di sapori decisi: gli strangozzi, pasta fresca ruvida condita spesso con il tartufo nero di Norcia, gli gnocchi al sugo d’oca, la torta al testo farcita con salumi ed erbe di campo, e il curioso baccalà alla perugina, cucinato con pomodoro e pinoli. Non mancano eccellenze certificate come il Prosciutto di Norcia IGP, il farro di Monteleone di Spoleto DOP e la patata rossa di Colfiorito IGP, mentre tra i vini regna il Sagrantino di Montefalco DOCG. E naturalmente c’è il cioccolato: Perugia è da un secolo la capitale italiana del cacao grazie alla storica Perugina, che qui ha la propria Casa del Cioccolato e ha reso il “Bacio” un’icona conosciuta in tutto il mondo.
Jazz, cioccolato e luci: il calendario che accende Perugia tutto l’anno
A Perugia gli eventi scandiscono le stagioni con la stessa naturalezza con cui il centro storico alterna vicoli medievali e scorci rinascimentali: si passa dal jazz internazionale dell’estate al cioccolato dell’autunno, fino alle luci e ai mercatini che trasformano la Rocca Paolina in un mondo sotterraneo incantato. Ecco una selezione di appuntamenti, tra quelli già segnalati su Sagritaly e altri da tenere d’occhio.
- Umbria Jazz – Per dieci giorni il centro storico diventa un palcoscenico diffuso che ospita alcuni tra i più grandi nomi della scena jazz internazionale, insieme a giovani talenti emergenti, tra concerti a pagamento, eventi gratuiti e jam session che animano piazze e locali fino a notte fonda. Leggi di più su Sagritaly
- Perugia Flower Show – A Villa del Colle del Cardinale, una mostra mercato dedicata alle piante rare e insolite, dai fiori da collezione alle succulente più esotiche, con workshop gratuiti e laboratori di giardinaggio per appassionati e famiglie. Leggi di più su Sagritaly
- Perugia, un Natale insieme – Il centro storico si accende con installazioni luminose, mercatini natalizi lungo Corso Vannucci, il presepe in Piazza IV Novembre, l’arena del Natale con musica in Piazza Matteotti e la Children House con i suoi laboratori creativi per i più piccoli. Leggi di più su Sagritaly
- Eurochocolate – La kermesse internazionale che trasforma Perugia nella capitale mondiale del cioccolato, con degustazioni, sculture di cacao, laboratori creativi e produttori provenienti da decine di paesi, in un centro storico completamente invaso da profumi e installazioni a tema. Leggi di più su Sagritaly
- Natale alla Rocca – Un mercatino natalizio che si snoda tra le gallerie sotterranee cinquecentesche della Rocca Paolina, tra tunnel illuminati, botteghe artigiane e prodotti tipici umbri, in un’atmosfera che non ha eguali nel resto d’Italia. Leggi di più su Sagritaly
- Sagra dello Spaghetto dei Carbonai – Nella piccola frazione di Fratticiola Selvatica, dieci giorni di festa contadina tra spaghetto alla carbonaia, amatriciana, fagioli con le cotiche e torta al testo, con la mostra di muli e cavalli da soma e il goliardico Palio del Carbonaio, corsa di asini tra le contrade del paese. Leggi di più su Sagritaly
A questi si affiancano le sagre popolari che animano le frazioni del comune durante l’estate: la Festa della Torta al Testo e dei Vini DOC dei Colli Perugini a Pila, la Sagra del Tartufo e dei Prodotti Tipici Perugini a Ripa, e la Sagra del Baccalà alla Perugina a Badiola, occasioni genuine per scoprire la cucina contadina umbra lontano dai circuiti più turistici.
Perugia è, insomma, molto più di una città universitaria da attraversare distrattamente tra una lezione e l’altra. È una capitale con un’identità fiera e stratificata: etrusca e rinascimentale, ribelle e raffinata, capace di nascondere un intero quartiere medievale sotto una fortezza papale. Vale la pena fermarsi, esplorare e lasciarsi sorprendere — un quadretto di cioccolato alla volta.

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La Redazione





