Policoro
Dalle radici della Magna Grecia al mare dello Jonio: scopri Policoro
Policoro è una delle città più affascinanti e sorprendenti della Basilicata. Adagiata sulla fertile pianura del Metapontino, a soli tre chilometri dal Mar Ionio e nelle vicinanze del fiume Agri, questa città della provincia di Matera cela sotto la sua modernità millenni di storia, natura incontaminata e un’agricoltura di eccellenza che ha conquistato i mercati di tutta Europa. Visitarla significa immergersi in un territorio dove l’antichità classica dialoga con la contemporaneità, dove il profumo delle fragole Candonga si mescola all’aria salmastra del mare, dove ogni angolo racconta una storia che vale la pena di ascoltare.
Eraclea, Siris e il feudo dei Gesuiti: la storia millenaria di Policoro
Il nome Policoro deriva dal greco antico Polychoron, che significa “molto spazioso”, e già in questo dettaglio si intuisce la vocazione di grandezza di questa città. La sua storia affonda le radici nel VII secolo a.C., quando i Greci provenienti dall’Asia Minore fondarono Siris, una delle colonie più prospere della Magna Grecia. Siris acquistò rapidamente rilevanza economica e commerciale, divenendo un importante snodo per gli scambi tra il mare e l’entroterra lucano, e coniando persino una propria moneta.
Intorno al 432 a.C., sulle rovine di Siris, le potenti città greche di Taranto e Thurii fondarono Herakleia — l’antica Eraclea — che in breve tempo superò la stessa Siris in importanza politica e strategica. Eletta sede della Lega Italiota nel 370 a.C., Eraclea divenne il cuore politico della grecità lucana. Il suo territorio fu teatro di uno degli episodi più celebri della storia antica: la Battaglia di Eraclea del 280 a.C., in cui il re epirota Pirro, con il suo esercito composto anche da elefanti da guerra, sconfisse le legioni romane. Proprio qui, nel 1732, furono rinvenute le famose Tavole di Eraclea, due lastre bronzee che riportano in lingua greca le leggi sull’organizzazione del territorio agrario, con il testo della Lex Julia Municipalis inciso sul retro, oggi considerate tra i documenti giuridici più importanti dell’antichità.
Con il declino di Roma e le invasioni barbariche, Eraclea si spopolò progressivamente, e sul territorio rimase solo un piccolo borgo medievale che prese il nome di Policoro. Dal 1300 al 1600, il feudo passò sotto il controllo della famiglia Sanseverino. Nel 1600 un principe di quella famiglia, per grazia ricevuta, lo donò alla Compagnia di Gesù, che trasformò l’antico castello in monastero e tenne il feudo per oltre centocinquanta anni. Nel 1772 i Gesuiti furono espulsi dal Regno delle due Sicilie per ordine di Ferdinando IV di Borbone, e il feudo fu venduto all’asta, passando nelle mani della nobildonna Maria Grimaldi, principessa di Gerace.
La vera rinascita di Policoro arrivò nel Novecento. Fino agli anni ’50, la zona era considerata insalubre e malarica, tanto che un detto popolare recitava: “A Pllicore chi ci va, ci more”. La Riforma Agraria del 1950 trasformò radicalmente il paesaggio e le sorti del territorio: i 5.625 ettari del latifondo del barone Berlingieri furono espropriati e suddivisi in piccole aziende agricole. Nel 1959 Policoro ottenne l’autonomia comunale, e da quel momento crebbe rapidamente fino a diventare il secondo centro più importante della provincia di Matera.
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Tra il Bosco Pantano e il mare Jonio: il territorio di Policoro
Il territorio di Policoro è uno straordinario mosaico di paesaggi che unisce naturalezza e fertilità in misura rara nel panorama italiano. La città si affaccia su circa 10 chilometri di spiaggia di sabbia fine e sottile bagnata dalle acque limpide del Mar Ionio, un litorale che ha reso Policoro una delle mete balneari più apprezzate della Basilicata.
Ma il vero tesoro naturalistico del territorio è la Riserva Naturale Bosco Pantano di Policoro, l’ultimo grande bosco planiziale — cioè di pianura — dell’Italia meridionale. Con una superficie di oltre 500 ettari, il Bosco Pantano è classificato come SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona di Protezione Speciale) per l’avifauna, ed ospita al suo interno l’Oasi WWF “Policoro Herakleia” di 21 ettari. Un ecosistema preziosissimo dove convivono alberi monumentali, fauna acquatica e specie di uccelli migratori di rara bellezza. Un percorso vita di quasi 4 chilometri permette ai visitatori di attraversarlo immersi in un silenzio quasi mistico.
A pochi passi dalla riserva naturale sorge il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, uno dei più importanti musei della Basilicata, che conserva i reperti provenienti dagli scavi dell’antica Eraclea e del territorio della Siritide: ceramiche, monete, sculture e oggetti quotidiani che restituiscono vita e voce a una civiltà millenaria. Attiguo al museo si trova il Parco Archeologico di Heraclea, dove sono visibili i resti del Santuario di Demetra e del Tempio di Dioniso, risalenti al VII secolo a.C.
Il centro urbano si sviluppa intorno a Piazza Eraclea, cuore pulsante della città, dove svetta la Chiesa Madre dedicata alla Madonna di Nazareth e la statua di Ercole con il leone, simbolo della città. Il Castello Baronale, edificio maestoso che domina il paesaggio, ricorda i secoli della dominazione feudale e i lunghi anni del governo gesuitico.
Ma Policoro è anche un territorio di straordinaria ricchezza agricola. La pianura del Metapontino è una delle aree ortofrutticole più produttive d’Italia, e il suo prodotto simbolo è senza dubbio la Fragola Candonga Top Quality: una varietà dalla forma conica allungata, dal rosso brillante intenso e dalla polpa carnosa e zuccherina, frutto di incroci naturali selezionati in sette anni di ricerca. Certificata dallo standard GlobalG.A.P. e ambasciatrice del made in Italy nel mondo, la Candonga è coltivata da un ristretto numero di produttori iscritti al Club Ufficiale Candonga, molti dei quali operano proprio nell’area di Policoro e del Metapontino. Accanto alle fragole, il territorio esprime un’autentica abbondanza: pesche nettarine, albicocche, kiwi, agrumi, uva da tavola, pomodori, melanzane e peperoni fanno di questa pianura una dispensa naturale di eccellenze. Rinomati anche i vini del Metapontino, tra cui il Bianco Malvasia e il Moscato, perfetti compagni delle grigliate di pesce fresco che si gustano sul lungomare al tramonto.
Feste, sapori e tradizioni: gli eventi e le sagre di Policoro
Il calendario di eventi di Policoro rispecchia la sua doppia anima: città di mare e città di terra, con radici greche e cuore lucano. Ogni stagione porta con sé appuntamenti capaci di animare la piazza e accendere la curiosità dei visitatori.
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Festa della Madonna del Ponte
La festa patronale di Policoro è uno degli eventi religiosi più sentiti della comunità. Si celebra ogni anno la terza domenica di maggio in onore della Madonna del Ponte, patrona della città, con processioni, riti tradizionali e momenti di aggregazione che coinvolgono l’intera popolazione. -
Sagra della Fragola
Un appuntamento immancabile dedicato alla regina indiscussa del Metapontino: la Fragola Candonga. Una celebrazione del territorio e dei suoi sapori, tra degustazioni, stand gastronomici e momenti di intrattenimento che ogni anno richiamano appassionati e curiosi. -
Festa della Madonna del Carmine
Un’altra importante ricorrenza religiosa che scandisce il calendario estivo di Policoro, celebrata con devozione e partecipazione collettiva. -
Manifestazioni culturali estive
L’estate di Policoro è sinonimo di vita e spettacolo. Per tutto il mese di agosto il lungomare e le piazze della città si animano con concerti, eventi teatrali, mostre e iniziative culturali che trasformano la città in un palcoscenico a cielo aperto. -
Natale a Policoro
Il comune di Policoro veste a festa per l’intero periodo natalizio. Luminarie suggestive, mercatini, concerti, spettacoli teatrali e il tradizionale Presepe Vivente animano il centro per quasi un mese, creando un’atmosfera magica e accogliente per visitatori di ogni età. -
Fragola Expo Basilicata
Policoro si conferma capitale europea della fragolicoltura con il Fragola Expo, l’evento che celebra l’oro rosso del Metapontino unendo tradizione agricola e innovazione tecnologica. Convegni sulla sostenibilità, percorsi gastronomici e incontri B2B fanno di questa manifestazione un appuntamento imperdibile per gli appassionati del settore e per chi vuole scoprire da vicino l’eccellenza della Candonga e dei prodotti della terra lucana.
Policoro è una città che sorprende: basta percorrere il lungomare al tramonto, visitare il museo con i suoi reperti di duemila anni fa, o semplicemente addentarsi nel silenzio verde del Bosco Pantano per capire che questa piccola grande città della Basilicata ha molto da raccontare. E lo fa con la generosità e la semplicità che contraddistingue la gente del Sud.

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