Monza e Brianza
La città della Corona: duemila anni di storia tra Longobardi, re d’Italia e il rombo dei motori
Monza non è semplicemente una città lombarda a nord di Milano. È un luogo in cui la storia ha lasciato stratificazioni così profonde e così diverse da rendere ogni visita un viaggio attraverso epoche lontanissime fra loro — eppure tutte vive, presenti, tangibili. Dalle origini celtiche alle corti longobarde, dai Savoia all’asfalto dell’autodromo: Monza porta tutto questo con una certa disinvoltura, senza che nulla stoni.
Le radici della città affondano nell’età del Ferro. I Celti Insubri, stanziati sulle rive del fiume Lambro, fondarono un piccolo insediamento che i Romani trasformarono poi in Modicia — o Modoetia, secondo le fonti latine — nel III secolo a.C., quando la conquista della Gallia Cisalpina aprì la pianura padana alla civilizzazione romana. Resti di ponti, acquedotti e strade testimoniano ancora oggi quella lunga presenza: il Ponte dei Leoni, che attraversa il Lambro nel cuore del centro storico, conserva nel basamento i resti del romano Ponte d’Arena, costruito in cotto e serizzo.
Il vero salto di qualità arrivò però con i Longobardi. Fu la regina Teodolinda, sovrana bavarese di straordinaria personalità, a fare di Modoetia una delle capitali del regno e a legarla per sempre alla leggenda. Si narra che, durante una battuta di caccia del marito, Teodolinda si fosse addormentata sulla riva del Lambro e avesse udito in sogno una colomba pronunciare la parola modo — “qui”, in latino medievale. La risposta della regina fu etiam — “certo”. Dall’unione di queste due parole nacque il nome Modoetia, e da Modoetia, attraverso secoli di trasformazioni linguistiche, Monza.
Ma Teodolinda non lasciò solo un nome: lasciò una basilica e un tesoro. La Basilica di San Giovanni Battista — l’attuale Duomo di Monza — venne edificata per suo volere alla fine del VI secolo, e al suo interno trovò dimora uno dei patrimoni più straordinari dell’intero Medioevo occidentale: la Corona Ferrea. Secondo una tradizione risalente almeno a sant’Ambrogio, il cerchio metallico interno alla corona sarebbe stato ricavato da uno dei chiodi della crocifissione di Cristo, ritrovato dalla madre dell’imperatore Costantino. Che la leggenda sia vera o no, poco importa: la corona fu davvero insegna reale di imperatori e re d’Italia per secoli, da Carlo Magno a Napoleone Bonaparte, e nel 1354 papa Innocenzo VI stabilì che il Duomo di Monza fosse sede ufficiale delle incoronazioni dei sovrani d’Italia.
Con la fine dell’impero longobardo — segnata dalla sconfitta del re Desiderio per mano di Carlo Magno nel 774 — Monza non perse la propria centralità, ma la ridefinì. Il Medioevo le consegnò mura, torri, mercati e un Arengario in piazza Roma che ancora oggi testimonia il ruolo di centro civico e politico. Poi vennero gli Austro-Ungarici, e con loro la Villa Reale, commissionata dall’arciduca Ferdinando d’Asburgo nel 1777 come residenza estiva. E infine i Savoia: la Villa Reale divenne residenza prediletta di Umberto I, che proprio a Monza trovò la morte il 29 luglio 1900, assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci. Un episodio che scosse l’intera Europa e che rimase impresso per sempre nella memoria della città.
Monza è anche la città che diede vita alla Monaca di Monza, resa immortale da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi — anche se Gertrude Manzoni e la reale Marianna de Leyva vissero storie diverse. E nel 1922, con la costruzione dell’Autodromo Nazionale in soli 110 giorni all’interno del parco, la città aprì un capitolo completamente nuovo: quello del motore, della velocità, della leggenda sportiva che dura ancora oggi.


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Tra il Parco Reale, il Lambro e il Tempio della Velocità: un territorio da scoprire a ogni stagione
Il paesaggio di Monza è definito, prima di tutto, da un’immensità verde che non ti aspetti: il Parco di Monza, con i suoi 700 ettari di boschi, prati, laghetti e cascine storiche, è uno dei parchi cintati più grandi d’Europa, quasi tre volte più esteso della Reggia di Versailles. Fu voluto da Napoleone Bonaparte nel 1805 — più precisamente dal suo figliastro Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno d’Italia — e realizzato dall’architetto Luigi Canonica tra il 1806 e il 1808. Oggi ospita undici cascine, tre mulini, laghetti, sentieri ciclabili e, incastonato nel verde come uno scrigno improbabile, l’Autodromo Nazionale di Monza: terzo circuito permanente più antico del mondo, inaugurato il 24 agosto 1922, ogni settembre teatro del Gran Premio d’Italia di Formula 1 con oltre 200.000 spettatori e la velocità media più alta dell’intero campionato mondiale.
Al centro della città, il Duomo di San Giovanni Battista rimane il monumento imprescindibile. La facciata, con la sua alternanza di marmo bianco e verdastro disposta in fasce orizzontali e il grande rosone al centro, è immediatamente riconoscibile. All’interno, la Cappella di Teodolinda custodisce la Corona Ferrea e un ciclo di affreschi gotici realizzati dalla bottega degli Zavattari — uno dei cicli pittorici del gotico internazionale più rilevanti della Lombardia. L’annesso Museo e Tesoro del Duomo conserva la più importante collezione al mondo di oreficeria longobarda, compresi la Croce di Agilulfo, l’Evangeliario di Teodolinda e la celebre Chioccia con i Pulcini.
Poco distante, in piazza Roma, l’Arengario — ex sede comunale in cotto medievale — è oggi spazio espositivo aperto alle mostre temporanee. Attorno, il centro storico si snoda su scale umane, con Piazza Trento e Trieste che sin dal Medioevo fu cuore del mercato cittadino. La Villa Reale, raggiungibile a piedi o in bicicletta seguendo i viali del parco, è invece una delle residenze neoclassiche più importanti della Lombardia: costruita nella seconda metà del Settecento su progetto dell’architetto Giuseppe Piermarini — lo stesso della Scala di Milano — ospita oggi mostre ed eventi di rilevanza nazionale.
Sul fronte gastronomico, la Brianza parla la lingua schietta della cucina contadina lombarda. Il piatto simbolo è il risotto alla monzese — o risotto con la luganega — dove la protagonista è proprio lei: la luganega di Monza, insaccato fresco a pasta fine di colore rosa chiaro, aromatizzato con marsala, brodo di carne, Grana Padano e spezie secondo una ricetta che la tradizione popolare attribuisce alla stessa Teodolinda. Nel 2025 la luganega è entrata ufficialmente nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani riconosciuti dal Ministero. Accanto al risotto, l’inverno brianzolo è scandito dalla cassoeula — cotenne, costine, piedini di maiale e verze, servita fumante con la polenta — e dalla torta paesana, dolce povero a base di pane raffermo e latte, conosciuta anche come torta del michelasc. Da non dimenticare, nella Brianza più verde, l’Asparago Rosa di Mezzago, prodotto pregiato coltivato sul caratteristico terreno argilloso del comune omonimo.
Sagre, Gran Premio e rievocazioni: il calendario vivo di Monza e Brianza
Monza e il suo territorio sanno essere generosi sul fronte degli eventi. Il calendario della provincia di Monza e Brianza alterna manifestazioni legate alle tradizioni contadine, appuntamenti gastronomici, rievocazioni storiche e grandi eventi sportivi internazionali — con un filo conduttore che è sempre la stessa cosa: l’identità profonda di una terra che non ha paura di mettersi in mostra.
- Festival del Parco di Monza – Tra i più attesi appuntamenti dell’autunno monzese, il Festival si svolge nell’immenso verde del parco che fu tenuta reale e napoleonica. Musica, spettacoli, incontri culturali e attività per famiglie trasformano il parco in un palcoscenico a cielo aperto per dieci giorni. Un’occasione unica per vivere questo straordinario spazio verde da una prospettiva diversa. Leggi di più su Sagritaly
- Sagra della Luganega – Tre giorni dedicati al prodotto simbolo della Brianza, da poco riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano. La sagra celebra la luganega di Monza in tutte le sue declinazioni: alla brace, nel risotto, abbinata ai vini del territorio. Un appuntamento imperdibile per chi vuole mettere la gastronomia locale al centro del viaggio. Leggi di più su Sagritaly
- Sagra della Zucca di Mezzago – A Mezzago, paese celebre anche per l’Asparago Rosa, l’autunno porta la sagra dedicata alla zucca: protagonista assoluta di una cucina stagionale genuina e di colori caldi. Dieci giorni di stand gastronomici, mercatino e animazione nei quali la tradizione agricola del territorio si mette in tavola con orgoglio. Leggi di più su Sagritaly
- Monza Wine Experience – Una serata dedicata alla cultura del vino tra i saloni e gli spazi della Brianza: degustazioni, produttori selezionati, incontri con i protagonisti dell’enologia lombarda e non solo. Un appuntamento per palati curiosi che si ripete ogni anno nel segno della convivialità. Leggi di più su Sagritaly
- Rievocazione Storica di Monza – Un tuffo nel passato medievale della città: costumi d’epoca, cortei, rappresentazioni che riportano in vita l’atmosfera delle corti longobarde e medievali che fecero di Monza un centro di potere. Una giornata capace di trasformare le piazze del centro storico in un palcoscenico vivente. Leggi di più su Sagritaly
- Festival de la Cazoeula/Cassoeula – L’inverno brianzolo ha un piatto solo: la cassoeula. Questo festival itinerante porta nei ristoranti e nelle trattorie della provincia la celebrazione del piatto più amato della stagione fredda, con menu dedicati, gare tra cuochi e tanto convivialità attorno alla pentola fumante. Leggi di più su Sagritaly
- Sagra di San Giovanni – La sagra patronale che ogni anno si svolge in piazza Centemero Paleari è uno di quegli appuntamenti che i monzesi non mancano mai: un momento di festa legato al santo patrono della basilica, il San Giovanni Battista a cui Teodolinda dedicò la sua chiesa quindici secoli fa.
Monza è, insomma, molto più di un autodromo e di una corona medievale. È una città con un’anima complessa, costruita su strati di storia che convivono senza sovrapporsi: la leggenda longobarda di Teodolinda, la solennità sabauda della Villa Reale, il fragore dei motori in settembre, i profumi di luganega e cassoeula nei mesi invernali. Vale la pena fermarsi, esplorare e lasciarsi sorprendere.

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