Campobasso
Campus Vassorum: la storia di una capitale nata tra vassalli, lame d’acciaio e terremoti
Campobasso non è semplicemente il capoluogo di una piccola regione di collina. È una città che porta nel proprio nome la memoria di un’origine feudale — Campus Vassorum, il campo dei vassalli — e che nei secoli ha imparato a rialzarsi ogni volta che la terra, letteralmente, ha tentato di farla a pezzi. Le prime tracce di presenza umana sul territorio risalgono all’epoca sannitica, quando sull’altura che oggi domina la città sorgeva un insediamento di controllo lungo l’antico tratturo Cortile-Matese, la via di transumanza che collegava le montagne del Matese alle pianure pugliesi. È probabile che già nell’VIII secolo, in epoca longobarda, esistesse un primo nucleo fortificato, costruito sui resti di quella fortificazione sannita più antica.
È però nel Medioevo che Campobasso trova il proprio volto attuale, grazie ai Monforte, la famiglia feudale che nel Quattrocento tiene le redini della città. Nel 1459 un violento terremoto abbatte gran parte delle fortificazioni esistenti sul colle Sant’Antonio, e Nicola II Monforte ne approfitta per ricostruire e ampliare la rocca, dandole la forma massiccia e severa — un quadrilatero compatto, quasi privo di aperture, dominato da un’unica grande torre — che ancora oggi la rende riconoscibile da ogni angolo della città: il Castello Monforte.
Intorno al castello, la leggenda ha attecchito con la stessa forza della pietra: si racconta di una sala delle torture nascosta e di un passaggio segreto, oggi murato, che avrebbe collegato la fortezza alla collina di San Giovannello, via di fuga per il signore in caso di assedio. Non è un caso che sotto le strade del centro storico si estenda ancora oggi una rete di cunicoli e ambienti sotterranei, in parte visitabili, che alimentano il fascino misterioso della città sotterranea.
Nei secoli successivi Campobasso costruisce un’altra fama, meno leggendaria e più concreta: quella di capitale italiana delle lame. Le sue officine di coltellinai producevano armi bianche considerate tra le migliori d’Europa, tanto che lo scrittore scozzese Walter Scott ne celebrò la qualità nei propri scritti. Un mestiere artigiano che ha attraversato i secoli e che oggi convive, nella memoria della città, con un’identità ormai più istituzionale.
Il 1805 porta un secondo terremoto devastante, che rade al suolo buona parte dell’abitato medievale. Dalla distruzione nasce però un’opportunità urbanistica: il nuovo abitato, pianificato secondo criteri moderni con corsi ampi, piazze regolari e palazzi civili in stile neoclassico, prende il nome di centro murattiano, in onore di Gioacchino Murat, re di Napoli dell’epoca. Campobasso diventa così una città doppia, cucita insieme da due anime — quella medievale che si arrampica verso il castello, quella ottocentesca che si distende ai suoi piedi.
L’ultimo capitolo, quello che consacra definitivamente Campobasso come protagonista molisana, arriva nel 1963: con la nascita della Regione Molise, separata dall’Abruzzo, la città viene eletta capoluogo di regione, capitale politica e amministrativa di uno dei territori più piccoli e meno raccontati d’Italia — e per questo, forse, tra i più autentici.


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Tra il Castello Monforte e il Matese: il territorio della capitale sospesa tra due terremoti
Campobasso sorge a circa 700 metri di altitudine, in una conca collinare ai margini dell’Appennino sannita, circondata da dolci rilievi e, in lontananza, dalle cime del Matese. È una città che si guarda dall’alto: dalla terrazza del Castello Monforte, arroccato sul colle Sant’Antonio a quota 792 metri, lo sguardo abbraccia l’intera conurbazione e le montagne che la racchiudono, in uno dei panorami più ampi del Molise.
Il centro storico medievale si arrampica lungo i fianchi del colle attraverso vicoli stretti e ripide scalinate, superstite delle antiche mura cittadine di cui restano tracce in Porta San Niccolò e Porta San Paolo. Qui si affacciano le chiese romaniche di San Bartolomeo e San Giorgio, insieme alla Cattedrale della Santissima Trinità e alla più antica chiesa di Santa Maria della Croce, testimonianze di una rivalità storica tra le confraternite dei Trinitari e dei Crociati che per secoli ha diviso la città in due fazioni devozionali.
Ai piedi del colle si distende invece il centro murattiano, nato sulle ceneri del terremoto del 1805: corsi larghi, piazze regolari e palazzi civili in stile neoclassico, tra cui Piazza Vittorio Emanuele II, cuore pulsante della città moderna e sede, ogni dicembre, delle installazioni natalizie più amate dai campobassani. Attorno al nucleo urbano si allargano i quartieri di San Giovanni, Vazzieri, Sant’Antonio Abate e Tappino, mentre le antiche periferie di San Mercurio e San Paolo custodiscono ancora l’impianto rurale delle origini.
A tavola, Campobasso e il suo territorio raccontano un Molise di sapori decisi e poco addomesticati: i cavatelli, pasta fresca senza uova che accompagna il classico ragù con la brasciola — fetta di carne arrotolata attorno a uova sode, lardo e salsiccia — e i crjuoli, i maccheroni alla chitarra della tradizione locale. Il territorio molisano vanta inoltre un primato europeo nella produzione di tartufo bianco, di cui l’Alto Molise fornisce circa il 40% della produzione nazionale, mentre tra i formaggi regnano il caciocavallo di Agnone e le mozzarelle di Bojano. Non manca il vino: la Tintilia del Molise, vitigno autoctono quasi scomparso e oggi recuperato, è il simbolo enologico di una regione che sta ritrovando fierezza nelle proprie radici.
Diavoli, luminarie e cantine aperte: il calendario che racconta l’anima del Molise
A Campobasso e nel suo territorio il calendario degli eventi alterna riti antichi e feste contemporanee: dal fuoco propiziatorio di gennaio alle luci di dicembre, passando per cantine aperte, sagre di paese e festival musicali che animano l’intera provincia. Ecco una selezione di appuntamenti già raccontati su Sagritaly.
- Festa di Sant’Antonio Abate – A Campobasso, il quartiere si raccoglie attorno al fuoco propiziatorio acceso all’alba, tra benedizioni di pani e animali, i canti tradizionali delle Maitunate e un pranzo comunitario a base di cavatelli e fave cotte, in un rito che intreccia devozione contadina e convivialità di quartiere. Leggi di più su Sagritaly
- Natale è Meraviglia – Il capoluogo si accende con il presepe di Piazza Vittorio Emanuele II, il grande albero luminoso e la pista di ghiaccio, tra mercatini, spettacoli e appuntamenti pensati per famiglie e bambini. Leggi di più su Sagritaly
- Luminarie di Larino – Il borgo di Larino si trasforma in un villaggio di luce con installazioni artistiche, presepi scenografici, pista di ghiaccio, ruota panoramica e mercatini d’artigianato, in una rassegna che nel tempo ha conquistato risonanza nazionale. Leggi di più su Sagritaly
- CampoBazar – Nel mercato coperto di via Monforte, il mercatino dell’usato promosso dal Comune trasforma la vendita e il baratto di libri, giocattoli, abbigliamento e oggetti vintage in un’occasione conviviale di sostenibilità e riuso. Leggi di più su Sagritaly
- Musica in Città – Il festival estivo campobassano propone un ricco calendario di concerti pensati per pubblico di ogni età, con un occhio di riguardo alla valorizzazione dell’organo, strumento spesso trascurato dalla musica contemporanea. Leggi di più su Sagritaly
- Carnevale di Tufara – Nel piccolo borgo di Tufara, il Diavolo — coperto da sette pelli di capra e armato di tridente — danza per le strade tra figure vestite di bianco e cosparse di farina che rappresentano la morte, in un rito ancestrale che affonda le radici in credenze precristiane legate ai cicli della natura. Leggi di più su Sagritaly
- Cantine Cercepiccolesi – A Cercepiccola le cantine storiche riaprono le proprie porte per una serata di degustazioni tra vini locali, formaggi, salumi, pane fatto in casa e dolci rustici, accompagnata da musica popolare e artisti di strada nel centro storico. Leggi di più su Sagritaly
- Cantine Montelonghesi – Le strade di Montelongo diventano un percorso di degustazione tra i produttori locali, con musica dal vivo ad accompagnare una serata estiva dedicata ai sapori del territorio. Leggi di più su Sagritaly
- Alla Corte del Barone – A Campolieto il centro storico si trasforma in una corte medievale con esibizioni di falconeria, intrattenimento e stand gastronomici, per una rievocazione che celebra uno dei borghi più caratteristici del Molise. Leggi di più su Sagritaly
- Termoli Summer Festival – Tra l’Arena del Mare 42°15° e il Teatro Verde, il festival porta sulla costa molisana artisti di richiamo nazionale in un cartellone che spazia dall’urban al soul, tra energia e spettacolo sul mare Adriatico. Leggi di più su Sagritaly
- Matese Volks Camp – A Campitello Matese, gli appassionati di Volkswagen si ritrovano per un raduno tra mercatini vintage, ricambi d’epoca, musica live e attività all’aperto come escursioni ed equitazione, in un campeggio gratuito immerso nel paesaggio montano. Leggi di più su Sagritaly
- Festa del Grano – A Jelsi, carri allegorici interamente ricoperti di spighe e chicchi di grano sfilano insieme a gruppi folkloristici e alla processione di Sant’Anna, in un rito nato da un voto del 1805, quando il paese si salvò da un terremoto devastante e i suoi abitanti promisero di onorare la propria santa patrona con il raccolto più prezioso. Leggi di più su Sagritaly
- La Fiera di Campolieto – Tra verdure biologiche, fiori, piante e prodotti tipici locali, la fiera è una vetrina delle eccellenze agricole e dell’artigianato del territorio molisano. Leggi di più su Sagritaly
- Tartufando – A Castelmauro, in Piazzale Aldo Moro, stand enogastronomici e musica dal vivo animano una delle feste estive più attese del Basso Molise, ormai giunta a numerose edizioni. Leggi di più su Sagritaly
Campobasso è, insomma, molto più di un capoluogo di provincia poco conosciuto. È una città con un’identità fiera e stratificata: feudale e murattiana, misteriosa nei suoi sotterranei e vivace nelle sue piazze, capace di raccontare — attraverso il proprio territorio — l’anima più autentica e meno esplorata del Molise. Vale la pena fermarsi, esplorare e lasciarsi sorprendere.

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La Redazione





