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Vicenza

Vicetia, la città di pietra bianca: la storia di Vicenza tra tiranni, dogi e il genio di Palladio

Vicenza non è semplicemente una città elegante del Veneto. È una città che, prima ancora di conoscere Roma, portava già il nome che gli Euganei le avevano dato, per poi passare sotto il controllo dei Galli Cenomani fino al 157 a.C., anno in cui viene annessa definitivamente all’Urbe e ribattezzata Vicetia — poi Vincentia — entrando a far parte della X Regio Venetia et Histria. Da municipio romano ordinato attorno al foro e agli assi del cardo e del decumano, la città eredita quella struttura urbana razionale che ancora oggi si legge nel reticolo del centro storico.

Il Medioevo porta con sé secoli turbolenti. Nel 1236 Federico II devasta il territorio e consegna la città nelle mani della famiglia Ezzelini, con Ezzelino III da Romano che governa con un pugno di ferro rimasto proverbiale nella memoria collettiva veneta. Alla sua caduta, Vicenza passa sotto l’orbita di Padova, poi degli Scaligeri di Verona e infine dei Visconti di Milano, in un susseguirsi di dominazioni che mette a dura prova l’autonomia cittadina. La svolta arriva nel 1387, quando Vicenza si consegna spontaneamente alla Repubblica di Venezia: da quel momento e per oltre quattro secoli, fino alla caduta della Serenissima nel 1797, la città vive sotto il segno del Leone di San Marco, condividendone fortune, commerci e ambizioni artistiche.

È il Cinquecento a regalare a Vicenza il suo volto più celebre. Il ricco patriziato cittadino, arricchito dai traffici con Venezia, decide di trasformare la fisionomia urbana affidandosi a un architetto che aveva fatto della classicità romana la propria ossessione: Andrea Palladio. A partire dal 1540 la città diventa il suo laboratorio a cielo aperto, il luogo dove sperimenta soluzioni che avrebbero poi influenzato l’architettura di mezzo mondo, dalle case coloniche americane alla Casa Bianca. Non è un caso che ancora oggi Vicenza sia conosciuta ovunque come la Città del Palladio.

Nello stesso torno di secoli la città dà i natali a due figure che intrecciano storia e leggenda. Antonio Pigafetta, nobile vicentino, si imbarca nella spedizione di Magellano e ne scrive il diario di bordo, diventando la voce che ha raccontato al mondo il primo giro intorno al globo. Pochi decenni prima, Luigi da Porto pubblica nel 1530 la Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti: una storia di due giovani innamorati di famiglie rivali che, sessant’anni più tardi, ispirerà a Shakespeare il suo Romeo e Giulietta — un dettaglio che pochi conoscono, e che rende Vicenza una sorta di patria segreta della più celebre tragedia d’amore mai scritta.

Il Novecento porta i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che feriscono duramente il centro storico senza però cancellarne l’anima: la ricostruzione restituisce alla città i suoi capolavori, e nel 1994 l’UNESCO consacra Vicenza e le ville palladiane del Veneto Patrimonio dell’Umanità. Tra le pieghe più curiose della sua storia resiste anche una leggenda di fantasmi: si racconta che a Palazzo Porto vaghi ancora lo spirito di Giovanni Paolo Porto, ultimo erede della famiglia, tra le stanze di uno dei palazzi più affascinanti del centro.

credits foto: Foto in evidenza di Edoardo Bortoli su Unsplash, Foto 1 di Edoardo Bortoli su Unsplash, Foto 2 di Gunnar Ridderström su Unsplash

Tra il Bacchiglione e i Colli Berici: il territorio di una città disegnata dal classicismo

Vicenza sorge nella pianura veneta, alla confluenza tra il fiume Bacchiglione e il torrente Retrone, in una posizione che ha favorito fin dall’epoca romana i commerci e gli scambi. A sud si allungano i Colli Berici, dolci alture coperte di vigneti e ulivi; a nord il territorio provinciale sale invece fino alle montagne, toccando l’Altopiano di Asiago e le Piccole Dolomiti di Recoaro — un’escursione verticale che fa della provincia vicentina una delle più varie del Veneto, capace di passare dalla città d’arte alla malga d’alta quota in poco più di un’ora di strada.

Il cuore cittadino è Piazza dei Signori, dominata dalla Basilica Palladiana: in origine un palazzo gotico trecentesco, viene rivestito da Palladio con il celebre doppio ordine di logge e archi che porta ancora oggi il suo nome. Accanto svetta la Torre Bissara, mentre poco distante la raffinata Loggia del Capitaniato completa la scenografia rinascimentale della piazza. Da qui si snoda Corso Palladio, l’arteria principale del centro, fiancheggiata da palazzi nobiliari che raccontano il gusto e la ricchezza del patriziato cinquecentesco, fino a raggiungere Piazza Matteotti, dove si affaccia il Teatro Olimpico: il più antico teatro coperto al mondo ancora funzionante, ultima opera di Palladio, completata dopo la sua morte da Vincenzo Scamozzi e custode di una scenografia lignea di straordinaria illusione prospettica. Poco fuori le mura, su un colle isolato, si staglia Villa Almerico Capra, universalmente nota come La Rotonda: forse la villa più imitata della storia dell’architettura occidentale.

A tavola, il territorio vicentino racconta un’identità che unisce pianura e montagna. Il piatto simbolo è senza dubbio il baccalà alla vicentina, stoccafisso cotto lentamente nel latte secondo una ricetta che affonda le radici in un naufragio veneziano del Quattrocento sulle coste norvegesi, custodita ancora oggi dalla Confraternita del Baccalà con sede a Sandrigo. Accanto a lui, la sopressa vicentina DOP, il prosciutto Berico DOP e l’olio extravergine dei Colli Berici DOP completano una dispensa di eccellenze, mentre dall’Altopiano di Asiago scende il celebre formaggio Asiago DOP.

Anche i vini raccontano questa doppia anima: sui Colli Berici si producono il Colli Berici DOC, con il rosso autoctono Tai Rosso, e il bianco storico Gambellara DOC, mentre più a nord il Breganze DOC e il Lessini Durello DOC — spumante di montagna dalla spiccata acidità, ottenuto da uve coltivate sui pendii vulcanici — completano un panorama enologico tra i più ricchi del Veneto.

Fiere antiche, calici di Durello e sagre di paese: il calendario che accende la provincia di Vicenza

Il calendario vicentino non conosce pause: dai mercati d’inverno alle fiere agricole di fine estate, passando per le degustazioni di grappa e le sagre di paese, ogni mese porta con sé un’occasione per scoprire il territorio a tavola. Ecco una selezione di appuntamenti, tra quelli già segnalati su Sagritaly e altri da tenere d’occhio.

  • Antica Fiera del Soco – A Grisignano di Zocco va in scena una delle fiere più radicate nella tradizione veneta, tra esposizioni, artigianato, prodotti agricoli e iniziative per tutte le età: un tuffo nell’atmosfera autentica delle grandi fiere di paese, dove commercio e convivialità si mescolano da generazioni. Leggi di più su Sagritaly
  • Sagra della Sopressa – Nelle Valli del Pasubio la Pro Loco organizza giorni interi dedicati a salumi, formaggi, pane fresco e buon vino, con il momento clou nella proclamazione della migliore sopressa del territorio: un’occasione genuina per assaporare la cultura contadina di montagna. Leggi di più su Sagritaly
  • Sagra dei SS. Fermo e Rustico – A Bolzano Vicentino tre serate di festa pensate per tutta la famiglia, con animazione, giochi e trucca-bimbi per i più piccoli e la classica atmosfera da sagra di paese per gli adulti. Leggi di più su Sagritaly
  • Festa della Zucca – A Ghizzole di Montegaldella la zucca diventa protagonista assoluta, tra tortelli fatti a mano, risotti, gnocchi e dolci di stagione, la competizione “Zucche in Gara” per gli esemplari più grandi e curiosi e le mostre d’arte dedicate a questo ortaggio. Leggi di più su Sagritaly
  • Made in Malga – Sull’Altopiano di Asiago un festival interamente dedicato ai formaggi di montagna, con selezioni provenienti da diverse regioni italiane, laboratori artigianali ed escursioni tra le malghe per scoprire i segreti della caseificazione d’alpeggio. Leggi di più su Sagritaly
  • Mercato dell’Epifania di Vicenza – Una delle fiere della Befana più antiche d’Italia, che tra gennaio e i giorni successivi anima Piazza dei Signori, Contrà Garibaldi e Piazza Duomo con bancarelle giunte da tutta la Penisola, tra tradizioni religiose e pagane. Leggi di più su Sagritaly
  • Distillerie Aperte – Quattro storiche distillerie della provincia aprono le porte dei propri alambicchi per raccontare un’arte che qui affonda le radici nel Seicento, tra visite guidate, degustazioni di grappa e abbinamenti con formaggi e dolci artigianali del territorio. Leggi di più su Sagritaly
  • Pizza in Piazza – Piazza dei Signori si trasforma per qualche giorno in un tempio della pizza contemporanea, con postazioni dedicate alla napoletana, alla romana, alla pala e alla fritta, masterclass dei migliori pizzaioli locali e musica dal vivo per tutta la famiglia. Leggi di più su Sagritaly
  • Festa del Broccolo Fiolaro – A Creazzo si celebra un ortaggio che il gelo rende dolce e tenero, protagonista di bigoli, gnocchi e risotti secondo ricette tramandate di generazione in generazione, in un legame profondo tra la comunità e la propria terra. Leggi di più su Sagritaly
  • Durello & Friends – Il Consorzio di Tutela del Lessini Durello porta la propria kermesse fuori provincia, ma celebra uno spumante nato sui pendii vulcanici a cavallo tra il Vicentino e il Veronese, in un percorso di degustazione che affianca Metodo Classico, Charmat e altre bollicine italiane. Leggi di più su Sagritaly
  • Gustus – Vini e Sapori di Vicenza – Al Conservatorio “Arrigo Pedrollo” oltre trenta produttori portano più di 120 etichette delle denominazioni vicentine, da assaporare tra Tai Rosso, Garganega e Sauvignon accompagnati dalle esibizioni dal vivo degli studenti del conservatorio. Leggi di più su Sagritaly

A questi si aggiungono decine di appuntamenti diffusi in tutta la provincia: l’Antica Sagra e Fiera di Sant’Anna di Dueville, sei sere tra spettacoli, stand gastronomici e mercatini, la Sagra di San Gaetano di Orgiano e la Festa degli Gnocchi di Lusiana Conco, sull’Altopiano — piccole feste di paese che, sommate l’una all’altra, restituiscono il vero polso della provincia berica.

Vicenza è, insomma, molto più della città delle guide turistiche con Palladio in copertina. È un territorio con un’identità fiera e stratificata: romana e veneziana, aristocratica e contadina, capace di alternare la geometria perfetta di una loggia rinascimentale al profumo di un baccalà cotto lentamente nel latte. Vale la pena fermarsi, esplorare e lasciarsi sorprendere.

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